SERGENTE S.N.A.F.U.

"Situation Normal, All Fucked Up"

INFORMATION IS OFFICIALLY A WEAPON Venezia 9 maggio – 30 settembre

Sergente S.N.A.F.U. è una serie scultorea di Anne de Carbuccia che esplora il potere dell'informazione e il suo utilizzo come strumento di guerra. Ora in esposizione a Venezia

Campo della Carità | Dorsoduro 1051

Next to the Accademia Bridge

Opening hours (Wed - Sun): 10:00 - 18:30

“Viviamo ormai in un’era post-verità.

Oggi l’informazione è dappertutto un’arma.

Per essere potente devi avere la più grande armata di informazioni.

Usare un microfono può uccidere, ma può anche ucciderti.

È uno strumento di guerra.

Questa guerra, questa crisi è globale.

Non riusciremo mai a sconfiggere disinformazione, deformazione e propaganda.

Il meglio che possiamo fare è gestirle.

Abbiamo gli strumenti per farlo: abbiamo la nostra ragione e le nostre emozioni.

Per combattere abbiamo la nostra umanità.”

Anne de Carbuccia

SITUATION NORMAL, ALL FUCKED UP

Il Sergente S.N.A.F.U. è un soldato stilizzato la cui arma è in realtà un microfono. L'immagine è precisa: il linguaggio è diventato artiglieria e la diffusione su larga scala sono le sue munizioni. Lo storico acronimo militare S.N.A.F.U. (“Situation Normal, All Fucked Up”) definisce sarcasticamente una situazione caotica che è diventata la norma accettata. Nell'odierno campo di battaglia dell'informazione, esso delinea una condizione in cui il disordine non è più eccezionale, ma operativo. Disinformazione, propaganda e istigazione si muovono come armi attraverso le reti globali.

LA GUERRA ALLA VERITÀ

I soldati S.N.A.F.U. sono le sentinelle di un nuovo tipo di guerra, priva di linee di fronte, dove il terreno è la percezione stessa e le vittime sono la verità e la comprensione collettiva. Con questa serie, Anne dà forma fisica a un conflitto altrimenti intangibile: la guerra delle fake news, in cui l'informazione è ufficialmente diventata un'arma.

I SOLDATi

Realizzati in cromo, i soldati fungono sia da armatura che da specchio; le loro superfici riflettenti catturano lo spettatore e lo coinvolgono. Disorientanti, specchianti e seducenti, imitano le superfici lucide dei sistemi mediatici progettati per catturare e dominare l'attenzione. I soldati richiamano figurine giocattolo immediatamente riconoscibili. Questa familiarità amplifica la tensione: sono allo stesso tempo giocattoli e strumenti di controllo, mescolando innocenza e militarizzazione. Rivelano inoltre una guerra invisibile guidata da algoritmi che amplificano le divisioni ed esasperano i contenuti.

Anche gli algoritmi giocano un ruolo chiave in questa situazione "S.N.A.F.U.". Questi sistemi, progettati per massimizzare il coinvolgimento, spesso creano casse di risonanza (echo chambers) dove a individui con idee simili vengono forniti contenuti sempre più estremi. Questa polarizzazione algoritmica fa sì che la propaganda e persino gli appelli alla violenza possano trovare noi prima ancora di essere ricercati consapevolmente. La pistola che termina in un microfono è una metafora potente di questo processo: la comunicazione, uno strumento per il dialogo, è diventata una forza aggressiva e distruttiva, la cui portata è amplificata da meccanismi digitali invisibili che strumentalizzano la nostra attenzione e i nostri pregiudizi.

MAKING OF

3D MODELING: PIETRO TRANCHELLINI

MANUFACTURING: R3DIRECT

COLOR FINISHING: CROMO&DESIGN

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